Rize Griche: il portale del grico
I verbi: la coniugazione.




Deftera

16 MaƬu

2022
La flessione dei verbi grichi
Inserire il verbo
Attiva:
Passiva:
Media:
Verbo:
Non tutte le voci riportate sono utilizate, a loro posto sono usate voci dal verbo "plņnno".
Indicativo
Presente
evņplajązoiodormo
esłplajązi(s)
cinoplajązi
emģplajązome
esiplajązete
ciniplajązune

Aoristo (passato prossimo e remoto)
evņpląjasa - pląosaiodormii
esłpląjase(s)
cinopląjase
emģplająsamo
esiplająsato
ciniplająsane
Imperfetto
evņpląjazaiodormivo
esłpląjaze(s)
cinopląjaze
emģplajązamo
esiplajązato
ciniplajązane

Trapassato
evņģkha plająsontaio avevo dormito
esłģkhe(s) plająsonta
cinoģkhe plająsontaegli ebbe dormito
emģģkhamo plająsonta
esiģkhato plająsonta
ciniģkhane plająsonta
Congiuntivo
Presente
naplająso evņcheio dorma
naplająsi(s) esł
naplająsi cino
naplająsome emģ
naplająsete esi
naplająsune cini

Trapassato
kaevņ ģkha plająsontache io avessi dormito
kaesł ģkhe(s) plająsonta
naģkhe plająsonta cino
naģkhamo plająsonta emģ
naģkhato plająsonta esi
na ģkhane plająsonta cini
Imperfetto
napląjaza evņcheio dormissi
napląjaze(s) esł
napląjaze cino
naplajązamo emģ
naplajązato esi
naplajązane cini

Passato
naģme|čkho plaomčna evņ che io abbia dormito
naģse|čkhi(s) plaomčna esł
nač(kh)i plaomčna cino
naģmesta|čkhome plaomčna emģ
naģsesta|čkhete plaomčna esi
načkhune plaomčna cini
Condizionale
Imperativo
Imperfetto
evņpląjazaiodormirei
esłpląjaze(s)
cinopląjaze
emģplajązamo
esiplajązato
ciniplajązane


Trapassato
evņģkha plająsontaio avrei dormito
esłģkhe(s) plająsonta
cinoģkhe plająsontaegli avrebbe dormito
emģģkhamo plająsonta
esiģkhato plająsonta
ciniģkhane plająsonta
Imperativo
pląjapląjaso esł dormi tu
asplająsi
plajązome
plająsete
asplająsune

Gerundio
Presente
plajązontadormendo
passato
plająsontaavendo dormito

Participio
plaomčnodormito

Perfetto (passato prossimo)
ime | čkho plaomčna ho dormito

infinito
plająsidormire


Note


E' possibile coniugare anche verbi non presenti nella tabella dei verbi, in questi casi la coniugazione avviene per analogia e non ci sarą nessuna indicazione della coniugazione in italiano.

Se il verbo ha pił significati verrą coniugato il primo di essi presente nella tabella dei verbi.
Le voci dei verbi poco usati o non pił usati di cui non č possibile riscontrare tutte le voci, vengono coniugati per analogia.

Coniugazione media:
Inserire il verbo e selezionare l'opzione "media", es.: sianņnno con l'opzione "media" sarą coniugato sianņnnome;
oppure inserire direttamente "sianņnnome".
In alcuni casi č utilizzabile soltanto la seconda opzione, ovvero inserire il verbo direttamente nella "forma media".

In alcuni casi nella prima persona singolare viene indicata pił di una flessione. Anche se non idicata, la flessione vale per tutte le voci verbali che si rifanno a quella costruzione, p. e.: per "dģome = mi do", l'aoristo viene costruito con la forma "dņft-imo", ma nella prima persona viene indicato anche "edņs-imo", ciņ vuol dire che tutte le voci verbali che si rifanno a all'aoristo ammettono come radice oltre che "doft", anche "dos": edosģmo , edosi..., na dosņ, ..., dosņnta, ecc.

Se il verbo inizia con un aumento, la "e" viene tolta, es: se si inserisce "epąo" viene coniugato "pąo".
Tuttavia, anche se nella tabella di norma non č indicato, si tenga presente che č abbastanza frequente l'uso dell'aumento in particolare nell'imperfetto e nell'aoristo soprattutto nelle persone del singolare, es.: efņnasa - (e)fonąsamo.

Passato prossimo (perfetto):
- in alcuni paesi si costruisce col verbo avere, es: ekho pimčna, in altri (Martano) col verbo essere, es: ime pimčna.
- In alcuni casi vengono indicati pił di un participio (es: mattemmčno - masomčno), in questi casi anche la flessione del primo termine č in "a", anche se riportata in "o".
Es: ime | ekho mattemmčna - masomčna.

Nel trapassato del congiuntivo, ma vale anche per il passato, vengono indicate due possibbili costruzioni, che non sono equivalenti, con "ka" e con "na", es: płru ka cģno to ģkhe meletģsonta... = anche se (che) lui lo avesse letto ...; na ģkhe meletģsonta cģo! = avesse letto (studiato) lui!

La seconda persona dell'imperativo termina con "o", ma se la voce č bisilabe di regola esce in "e", non di rado coesiste anche una forma in "a" con la radice del presente, es: ąmposo - ąmpa - 'mpņse

Nei verbi "eo", di origine italiana e a volte anche quelli grichi prevale un imperativo in "a" ed un participio in "a(t)o". Es:
fermčo:
imperativo: ferma; participio: fermąo;
latrčo:
imperativo: latra; participio: latrąo.

L'infinito č usato soltanto con il verbo sozo (potere) rarissimamente con il verbo telo. Es: sozo pai, ģsoza mini, sņzonta fai = posso andare, potevo aspettare, potendo mangiare. Č usato anche come sostantivo, es: to fai guaddhi o guai = il magiare toglie i guai. Negli altri casi si ricorre al congiuntivo, es: devo mangiare, vogliamo bere = enghizi oppure enna fao, telome na pģome; per andare a Lecce = na pao oppure na pame es Luppiu. Per l' infinito usato come esortazione o comando si usa l'imperativo, es: camminare, andare via! = pretģsete, apate apode!

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