Rize Griche: il portale del grico 🇬🇷
I verbi: la coniugazione.

La flessione dei verbi grichi

Inserire il verbo
Attiva:
Passiva:
Media:
Verbo:

* Verbo non più usato. Coniugato per analogia. *

Indicativo
Presente
evòflumìzoioinfiammo
esùflumìzi(s)
cinoflumìzi
emìflumìzome
esiflumìzete
ciniflumìzune

Aoristo (passato prossimo e remoto)
evòflùmisaioinfiammai
esùflùmise(s)
cinoflùmise
emìflumìsamo
esiflumìsato
ciniflumìsane
Imperfetto
evòflùmizaioinfiammavo
esùflùmize(s)
cinoflùmize
emìflumìzamo
esiflumìzato
ciniflumìzane

Trapassato
evòìkha flumìsontaioavevo infiammato
esùìkhe(s) flumìsonta
cinoìkhe flumìsontaegliebbe infiammato
emììkhamo flumìsonta
esiìkhato flumìsonta
ciniìkhane flumìsonta
Congiuntivo
Presente
naflumìso evòcheio infiammi
naflumìsi(s) esù
naflumìsi cino
naflumìsome emì
naflumìsete esi
naflumìsune cini

Trapassato
*kaevò ìkha flumìsontacheio avessi infiammato
kaesù ìkhe(s) flumìsonta
naìkhe flumìsonta cino
naìkhamo flumìsonta emì
naìkhato flumìsonta esi
naìkhane flumìsonta cini
Imperfetto
naflùmiza evòcheio infiammassi
naflùmize(s) esù
naflùmize cino
naflumìzamo emì
naflumìzato esi
naflumìzane cini

Passato
naìme|èkho flumimmèna evò che io abbia infiammato
naìse|èkhi(s) flumimmèna esù
naè(kh)i flumimmèna cino
naìmesta|èkhome flumimmèna emì
naìsesta|èkhete flumimmèna esi
naèkhune flumimmèna cini
Condizionale
Imperativo
Imperfetto
evòflùmizaioinfiammerei
esùflùmize(s)
cinoflùmize
emìflumìzamo
esiflumìzato
ciniflumìzane


Trapassato
evòìkha flumìsontaioavrei infiammato
esùìkhe(s) flumìsonta
cinoìkhe flumìsontaegliavrebbe infiammato
emììkhamo flumìsonta
esiìkhato flumìsonta
ciniìkhane flumìsonta
Imperativo
flùmiso esùinfiammatu
asflumìsi
flumìzome
flumìsete
asflumìsune
Gerundio
Presente
flumìzontainfiammando
passato
flumìsontaavendo infiammato

Participio
flumimmènoinfiammato

Perfetto (passato prossimo)
ime | èkho flumimmènaho infiammato

infinito
flumìsiinfiammare


Note


È possibile coniugare anche verbi non presenti nella tabella dei verbi; in questi casi la coniugazione avviene per analogia e non ci sarà nessuna indicazione della coniugazione in italiano.

Se il verbo ha più significati verrà coniugato il primo di essi presente nella tabella dei verbi.
Le voci dei verbi poco usati o non più usati, di cui non è possibile riscontrare tutte le voci, vengono coniugate per analogia.

Coniugazione media:
Inserire il verbo e selezionare l'opzione "media", es.: sianònno con l'opzione "media" sarà coniugato sianònnome;
oppure inserire direttamente "sianònnome".
In alcuni casi è utilizzabile soltanto la seconda opzione, ovvero inserire il verbo direttamente nella "forma media".

In alcuni casi nella prima persona singolare viene indicata più di una flessione. Anche se non indicata, la flessione vale per tutte le voci verbali che si rifanno a quella costruzione. Per esempio: per "dìome = mi do", l'aoristo viene costruito con la forma "dòft-imo", ma nella prima persona viene indicato anche "edòs-imo"; ciò vuol dire che tutte le voci verbali che si rifanno all'aoristo ammettono come radice, oltre a "doft", anche "dos": edosìmo, edosi..., na dosò, ..., dosònta, ecc.

Se il verbo inizia con un aumento, la "e" viene tolta, es.: se si inserisce "epào" viene coniugato "pào".
Tuttavia, anche se nella tabella di norma non è indicato, si tenga presente che è abbastanza frequente l'uso dell'aumento, in particolare nell'imperfetto e nell'aoristo, soprattutto nelle persone del singolare, es.: efònasa - (e)fonàsamo.

Passato prossimo (perfetto):
- in alcuni paesi si costruisce col verbo avere, es.: ekho pimèna, in altri (Martano) col verbo essere, es.: ime pimèna.
- In alcuni casi vengono indicati più di un participio, es.: mattemmèno - masomèno; in questi casi anche la flessione del primo termine è in "a", anche se riportata in "o".
Es.: ime | ekho mattemmèna - masomèna.

*Nel trapassato del congiuntivo, ma vale anche per il passato, vengono indicate due possibili costruzioni, che non sono equivalenti, con "ka" e con "na". Es.: pùru ka cìno to ìkhe meletìsonta... = anche se lui lo avesse letto ...; na ìkhe meletìsonta cìo! = avesse letto/studiato lui!

La seconda persona dell'imperativo termina con "o", ma se la voce è bisillaba di regola esce in "e"; non di rado coesiste anche una forma in "a" con la radice del presente, es.: àmposo - àmpa - 'mpòse.

Nei verbi "eo", di origine italiana e a volte anche grichi, prevale un imperativo in "a" ed un participio in "a(t)o". Es.:
fermèo: imperativo: ferma; participio: fermào;
latrèo: imperativo: latra; participio: latrào.

L'infinito è usato soltanto con il verbo sozo (potere), rarissimamente con il verbo telo. Es.: sozo pai, ìsoza mini, sòzonta fai = posso andare, potevo aspettare, potendo mangiare. È usato anche come sostantivo, es.: to fai guaddhi o guai = il mangiare toglie i guai.
Negli altri casi si ricorre al congiuntivo, es.: devo mangiare, vogliamo bere = enghizi oppure enna fao, telome na pìome; per andare a Lecce = na pao oppure na pame es Luppiu.
Per l'infinito usato come esortazione o comando si usa l'imperativo, es.: camminare, andare via! = pretìsete, apate apode!

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