Rize Grike
Coniugazione dei verbi
Ciuriacý 29 Martýu 2020

Indicazioni per la coniugazione dei verbi:
vedere note in calce.

Inserire il verbo
Attiva:
Passiva:
Media:
Verbo:
Modo Indicativo

Presente

ev˛fsekhorýzoioscuso
es¨fsekhorýzi(s)
cinofsekhorýzi
emýfsekhorýzome
esifsekhorýzete
cinifsekhorýzune


Aoristo (passato prossimo e remoto)

ev˛fsekh˛risaioscusai
es¨fsekh˛rise(s)
cinofsekh˛rise
emýfsekhorýsamo
esifsekhorýsato
cinifsekhorýsane

Imperfetto

ev˛fsekh˛rizaioscusavo
es¨fsekh˛rize(s)
cinofsekh˛rize
emýfsekhorýzamo
esifsekhorýzato
cinifsekhorýzane


Trapassato

ev˛ýkha fsekhorýsontaio avevo scusato
es¨ýkhe(s) fsekhorýsonta
cinoýkhe fsekhorýsontaegli ebbe scusato
emýýkhamo fsekhorýsonta
esiýkhato fsekhorýsonta
ciniýkhane fsekhorýsonta
Modo Congiuntivo

Presente

nafsekhorýso ev˛cheio scusi
nafsekhorýsi(s) es¨
nafsekhorýsi cino
nafsekhorýsome emý
nafsekhorýsete esi
nafsekhorýsune cini


Trapassato

kaev˛ ýkha fsekhorýsontache io avessi scusato
kaes¨ ýkhe(s) fsekhorýsonta
naýkhe fsekhorýsonta cino
naýkhamo fsekhorýsonta emý
naýkhato fsekhorýsonta esi
na ýkhane fsekhorýsonta cini

Imperfetto


nafsekh˛riza ev˛cheio scusassi
nafsekh˛rize(s) es¨
nafsekh˛rize cino
nafsekhorýzamo emý
nafsekhorýzato esi
nafsekhorýzane cini

Passato

naýme|Ŕkho fsekhorimmŔna ev˛ che io abbia scusato
naýse|Ŕkhi(s) fsekhorimmŔna es¨
naŔ(kh)i fsekhorimmŔna cino
naýmesta|Ŕkhome fsekhorimmŔna emý
naýsesta|Ŕkhete fsekhorimmŔna esi
naŔkhune fsekhorimmŔna cini
Modo Condizionale
Imperativo

Presente

ev˛fsekh˛rizaioscuserei
es¨fsekh˛rize(s)
cinofsekh˛rize
emýfsekhorýzamo
esifsekhorýzato
cinifsekhorýzato


Trapassato

ev˛ýkha fsekhorýsontaio avrei scusato
es¨ýkhe(s) fsekhorýsonta
cinoýkhe fsekhorýsontaegli avrebbe scusato
emýýkhamo fsekhorýsonta
esiýkhato fsekhorýsonta
ciniýkhane fsekhorýsonta

Presente

fsekh˛riso es¨ scusa tu
asfsekhorýsi
fsekhorýzome
fsekhorýsete
asfsekhorýsune


Gerundio
Presente
fsekhorýzontascusando
passato
fsekhorýsontaavendo scusato
Participio
fsekhorimmŔnoscusato
Perfetto (passato prossimo)
ime | Ŕkho fsekhorimmŔna ho scusato
infinito
fsekhorýsiscusare
Forma Passiva

ev˛ime fsekhorimmŔnoio sono scusato
ev˛ýmona fsekhorimmŔnoioero scusato
ev˛ýrta fsekhorimmŔnoio venni scusato
na ýme fsekhorimmŔno ev˛cheio sia scusato
ev˛ýme stammŔna fsekhorimmŔnoiosono stato scusato
ev˛ýkha stas˛nta fsekhorimmŔnoioero stato scusato

Nella costruzione del passivo si Ŕ usato il verbo essere (ýme), tranne che per il passato in cui Ŕ stato usato il verbo venire (Ŕrkome). Pu˛ succedere, quindi, che il participio possa interpretarsi come un attributo del soggetto. Le interpretazioni sono esatte in entrambi i casi. Es.: ev˛ ýme vaftimŔno = sono (vengo) battezzato (forma passiva); ev˛ ýme vaftimŔni = io sono battezzata (predicato nominale).
________________________________________________________

Note:
E' possibile coniugare anche verbi non presenti nella tabella dei verbi, in questi casi la coniugazione avviene per analogia e non ci sarÓ nessuna indicazione della coniugazione in italiano.

Se il verbo ha pi¨ significati verrÓ coniugato il primo di essi presente nella tabella dei verbi.
Le voci dei verbi poco usati o non pi¨ usati di cui non Ŕ possibile riscontrare tutte le voci, vengono coniugati per analogia.

Coniugazione media:
Inserire il verbo e selezionare l'opzione "media", es.: inserendo "sian˛nno" e selezionando l'opzione "media", sarÓ coniugato sian˛nnome;
oppure inserire direttamente "sian˛nnome".
In alcuni casi Ŕ utilizzabile soltanto la seconda opzione, ovvero inserire il verbo direttamente nella "forma media".

In alcuni casi nella prima persona singolare viene indicata pi¨ di una flessione. Anche se non idicata, la flessione vale per tutte le voci verbali che si rifanno a quella costruzione, p. e.: per "dýome = mi do", l'aoristo viene costruito con la forma "d˛ft-imo", ma nella prima persona viene indicato anche "ed˛s-imo", ci˛ vuol dire che tutte le voci verbali che si rifanno a all'aoristo ammettono come radice oltre che "doft", anche "dos": edosýmo , edosi..., na dos˛, ..., dos˛nta, ecc.

Se il verbo inizia con un aumento, la "e" viene tolta, es: se si inserisce "epÓo" viene coniugato "pÓo".
Tuttavia, anche se nella tabella di norma non Ŕ indicato, si tenga presente che Ŕ abbastanza frequente l'uso dell'aumento in particolare nell'imperfetto e nell'aoristo soprattutto nelle persone del singolare, es.: ef˛nasa - (e)fonÓsamo.

Passato prossimo (perfetto):
- in alcuni paesi si costruisce col verbo avere, es: ekho pimŔna, in altri (Martano) col verbo essere, es: ime pimŔna.
- In alcuni casi vengono indicati pi¨ di un participio (es: mattemmŔno - masomŔno), in questi casi anche la flessione del primo termine Ŕ in "a", anche se riportata in "o".
Es: ime | ekho mattemmŔna - masomŔna.

Nel trapassato del congiuntivo, ma vale anche per il passato, vengono indicate due possibbili costruzioni, che non sono equivalenti, con "ka" e con "na", es: p¨ru ka cýno to ýkhe meletýsonta... = anche se (che) lui lo avesse letto ...; na ýkhe meletýsonta cýo! = avesse letto (studiato) lui!

La seconda persona dell'imperativo termina con "o", ma se la voce Ŕ bisilabe di regola esce in "e", non di rado coesiste anche una forma in "a" con la radice del presente, es: Ómposo - Ómpa - 'mp˛se

Nei verbi "eo", di origine italiana e a volte anche quelli grichi prevale un imperativo in "a" ed un participio in "a(t)o". Es:
fermŔo:
imperativo: ferma; participio: fermÓo;
latrŔo:
imperativo: latra; participio: latrÓo.

2012-2020
© www.rizegrike.com
info@rizegrike.com