Rize Griche: il portale del grico 🇬🇷
I verbi: la coniugazione.

La flessione dei verbi grichi

Inserire il verbo
Attiva:
Passiva:
Media:
Verbo:
Indicativo
Presente
evòpistèoiocredo
esùpistèi(s)
cinopistèi
emìpistèome
esipistète
cinipistèune

Aoristo (passato prossimo e remoto)
evòpìstefsaiocredei - credetti
esùpìstefse(s)
cinopìstefse
emìpistèfsamo
esipistèfsato
cinipistèfsane
Imperfetto
evòpìstona - oneiocredevo
esùpìste(s)
cinopìste
emìpistèamo
esipistèato
cinipistèane

Trapassato
evòìkha pistèfsontaioavevo creduto
esùìkhe(s) pistèfsonta
cinoìkhe pistèfsontaegliebbe creduto
emììkhamo pistèfsonta
esiìkhato pistèfsonta
ciniìkhane pistèfsonta
Congiuntivo
Presente
napistèfso evòcheio creda
napistèfsi(s) esù
napistèfsi cino
napistèfsome emì
napistèfsete esi
napistèfsune cini

Trapassato
*kaevò ìkha pistèfsontacheio avessi creduto
kaesù ìkhe(s) pistèfsonta
naìkhe pistèfsonta cino
naìkhamo pistèfsonta emì
naìkhato pistèfsonta esi
naìkhane pistèfsonta cini
Imperfetto
napìstona - one evòcheio credessi
napìste(s) esù
napìste cino
napistèamo emì
napistèato esi
napistèane cini

Passato
naìme|èkho pistimèno - pistomèna evò che io abbia creduto
naìse|èkhi(s) pistimèno - pistomèna esù
naè(kh)i pistimèno - pistomèna cino
naìmesta|èkhome pistimèno - pistomèna emì
naìsesta|èkhete pistimèno - pistomèna esi
naèkhune pistimèno - pistomèna cini
Condizionale
Imperativo
Imperfetto
evòpìstona - oneiocrederei
esùpìste(s)
cinopìste
emìpistèamo
esipistèato
cinipistèane


Trapassato
evòìkha pistèfsontaioavrei creduto
esùìkhe(s) pistèfsonta
cinoìkhe pistèfsontaegliavrebbe creduto
emììkhamo pistèfsonta
esiìkhato pistèfsonta
ciniìkhane pistèfsonta
Imperativo
pìstapìstefso esùcreditu
aspistèfsi
pistèome
pistèfsete
aspistèfsune
Gerundio
Presente
pistèontacredendo
passato
pistèfsontaavendo creduto

Participio
pistimèno - pistomènocreduto

Perfetto (passato prossimo)
ime | èkho pistimèno - pistomènaho creduto

infinito
pistèfsicredere



Forma Passiva

evòime pistimèno - pistomènoiosono creduto
evòìmona pistimèno - pistomènoioero creduto
evòìrta pistimèno - pistomènoiovenni creduto
naìme pistimèno - pistomèno evòcheio sia creduto
evòìme stammèna pistimèno - pistomènoiosono stato creduto
evòìkha stasònta pistimèno - pistomènoioero stato creduto


Note

Per alcuni verbi grichi, oltre al significato principale, esistono accezioni secondarie che però non si applicano a tutte le forme della coniugazione; alcune voci verbali possono quindi risultare non pertinenti o semanticamente improprie.
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Nella costruzione del passivo si è usato il verbo essere (ìme), tranne che per il passato in cui è stato usato il verbo venire (èrkome). Può succedere, quindi, che il participio possa interpretarsi come un attributo del soggetto. Le interpretazioni sono esatte in entrambi i casi. Es.: evò ìme vaftimèno = sono (vengo) battezzato (forma passiva); evò ìme vaftimèni = io sono battezzata (predicato nominale).
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È possibile coniugare anche verbi non presenti nella tabella dei verbi; in questi casi la coniugazione avviene per analogia e non ci sarà nessuna indicazione della coniugazione in italiano.

Se il verbo ha più significati verrà coniugato il primo di essi presente nella tabella dei verbi.
Le voci dei verbi poco usati o non più usati, di cui non è possibile riscontrare tutte le voci, vengono coniugate per analogia.

Coniugazione media:
Inserire il verbo e selezionare l'opzione "media", es.: sianònno con l'opzione "media" sarà coniugato sianònnome;
oppure inserire direttamente "sianònnome".
In alcuni casi è utilizzabile soltanto la seconda opzione, ovvero inserire il verbo direttamente nella "forma media".

In alcuni casi nella prima persona singolare viene indicata più di una flessione. Anche se non indicata, la flessione vale per tutte le voci verbali che si rifanno a quella costruzione. Per esempio: per "dìome = mi do", l'aoristo viene costruito con la forma "dòft-imo", ma nella prima persona viene indicato anche "edòs-imo"; ciò vuol dire che tutte le voci verbali che si rifanno all'aoristo ammettono come radice, oltre a "doft", anche "dos": edosìmo, edosi..., na dosò, ..., dosònta, ecc.

Se il verbo inizia con un aumento, la "e" viene tolta, es.: se si inserisce "epào" viene coniugato "pào".
Tuttavia, anche se nella tabella di norma non è indicato, si tenga presente che è abbastanza frequente l'uso dell'aumento, in particolare nell'imperfetto e nell'aoristo, soprattutto nelle persone del singolare, es.: efònasa - (e)fonàsamo.

Passato prossimo (perfetto):
- in alcuni paesi si costruisce col verbo avere, es.: ekho pimèna, in altri (Martano) col verbo essere, es.: ime pimèna.
- In alcuni casi vengono indicati più di un participio, es.: mattemmèno - masomèno; in questi casi anche la flessione del primo termine è in "a", anche se riportata in "o".
Es.: ime | ekho mattemmèna - masomèna.

*Nel trapassato del congiuntivo, ma vale anche per il passato, vengono indicate due possibili costruzioni, che non sono equivalenti, con "ka" e con "na". Es.: pùru ka cìno to ìkhe meletìsonta... = anche se lui lo avesse letto ...; na ìkhe meletìsonta cìo! = avesse letto/studiato lui!

La seconda persona dell'imperativo termina con "o", ma se la voce è bisillaba di regola esce in "e"; non di rado coesiste anche una forma in "a" con la radice del presente, es.: àmposo - àmpa - 'mpòse.

Nei verbi "eo", di origine italiana e a volte anche grichi, prevale un imperativo in "a" ed un participio in "a(t)o". Es.:
fermèo: imperativo: ferma; participio: fermào;
latrèo: imperativo: latra; participio: latrào.

L'infinito è usato soltanto con il verbo sozo (potere), rarissimamente con il verbo telo. Es.: sozo pai, ìsoza mini, sòzonta fai = posso andare, potevo aspettare, potendo mangiare. È usato anche come sostantivo, es.: to fai guaddhi o guai = il mangiare toglie i guai.
Negli altri casi si ricorre al congiuntivo, es.: devo mangiare, vogliamo bere = enghizi oppure enna fao, telome na pìome; per andare a Lecce = na pao oppure na pame es Luppiu.
Per l'infinito usato come esortazione o comando si usa l'imperativo, es.: camminare, andare via! = pretìsete, apate apode!

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