Rize Griche: il portale del grico 🇬🇷
I verbi: la coniugazione.

La flessione dei verbi grichi

Inserire il verbo
Attiva:
Passiva:
Media:
Verbo:
Indicativo
Presente
evòreputèoiopiangeremoo
esùreputèi(s)
cinoreputèi
emìreputèome
esireputète
cinireputèune

Aoristo (passato prossimo e remoto)
evòrepùtefsaiopiangeremoai
esùrepùtefse(s)
cinorepùtefse
emìreputèfsamo
esireputèfsato
cinireputèfsane
Imperfetto
evòrepùtona - oneiopiangeremorvo
esùrepùte(s)
cinorepùte
emìreputèamo
esireputèato
cinireputèane

Trapassato
evòìkha reputèfsontaioavevo piangeremorto
esùìkhe(s) reputèfsonta
cinoìkhe reputèfsontaegliebbe piangeremorto
emììkhamo reputèfsonta
esiìkhato reputèfsonta
ciniìkhane reputèfsonta
Congiuntivo
Presente
nareputèfso evòcheio piangeremoi
nareputèfsi(s) esù
nareputèfsi cino
nareputèfsome emì
nareputèfsete esi
nareputèfsune cini

Trapassato
*kaevò ìkha reputèfsontacheio avessi piangeremorto
kaesù ìkhe(s) reputèfsonta
naìkhe reputèfsonta cino
naìkhamo reputèfsonta emì
naìkhato reputèfsonta esi
naìkhane reputèfsonta cini
Imperfetto
narepùtona - one evòcheio piangeremorssi
narepùte(s) esù
narepùte cino
nareputèamo emì
nareputèato esi
nareputèane cini

Passato
naìme|èkho reputà(t)a evò che io abbia piangeremorto
naìse|èkhi(s) reputà(t)a esù
naè(kh)i reputà(t)a cino
naìmesta|èkhome reputà(t)a emì
naìsesta|èkhete reputà(t)a esi
naèkhune reputà(t)a cini
Condizionale
Imperativo
Imperfetto
evòrepùtona - oneiopiangeremoerei
esùrepùte(s)
cinorepùte
emìreputèamo
esireputèato
cinireputèane


Trapassato
evòìkha reputèfsontaioavrei piangeremorto
esùìkhe(s) reputèfsonta
cinoìkhe reputèfsontaegliavrebbe piangeremorto
emììkhamo reputèfsonta
esiìkhato reputèfsonta
ciniìkhane reputèfsonta
Imperativo
repùtarepùtefso esùpiangeremoatu
asreputèfsi
reputèome
reputèfsete
asreputèfsune
Gerundio
Presente
reputèontapiangeremoando
passato
reputèfsontaavendo piangeremorto

Participio
reputà(t)opiangeremorto

Perfetto (passato prossimo)
ime | èkho reputà(t)aho piangeremorto

infinito
reputèfsipiangeremorto


Note

Sebbene al participio sia possibile la forma reputomèno o reputemmèno, la forma normalmente usata è reputà(t)o
È possibile coniugare anche verbi non presenti nella tabella dei verbi; in questi casi la coniugazione avviene per analogia e non ci sarà nessuna indicazione della coniugazione in italiano.

Se il verbo ha più significati verrà coniugato il primo di essi presente nella tabella dei verbi.
Le voci dei verbi poco usati o non più usati, di cui non è possibile riscontrare tutte le voci, vengono coniugate per analogia.

Coniugazione media:
Inserire il verbo e selezionare l'opzione "media", es.: sianònno con l'opzione "media" sarà coniugato sianònnome;
oppure inserire direttamente "sianònnome".
In alcuni casi è utilizzabile soltanto la seconda opzione, ovvero inserire il verbo direttamente nella "forma media".

In alcuni casi nella prima persona singolare viene indicata più di una flessione. Anche se non indicata, la flessione vale per tutte le voci verbali che si rifanno a quella costruzione. Per esempio: per "dìome = mi do", l'aoristo viene costruito con la forma "dòft-imo", ma nella prima persona viene indicato anche "edòs-imo"; ciò vuol dire che tutte le voci verbali che si rifanno all'aoristo ammettono come radice, oltre a "doft", anche "dos": edosìmo, edosi..., na dosò, ..., dosònta, ecc.

Se il verbo inizia con un aumento, la "e" viene tolta, es.: se si inserisce "epào" viene coniugato "pào".
Tuttavia, anche se nella tabella di norma non è indicato, si tenga presente che è abbastanza frequente l'uso dell'aumento, in particolare nell'imperfetto e nell'aoristo, soprattutto nelle persone del singolare, es.: efònasa - (e)fonàsamo.

Passato prossimo (perfetto):
- in alcuni paesi si costruisce col verbo avere, es.: ekho pimèna, in altri (Martano) col verbo essere, es.: ime pimèna.
- In alcuni casi vengono indicati più di un participio, es.: mattemmèno - masomèno; in questi casi anche la flessione del primo termine è in "a", anche se riportata in "o".
Es.: ime | ekho mattemmèna - masomèna.

*Nel trapassato del congiuntivo, ma vale anche per il passato, vengono indicate due possibili costruzioni, che non sono equivalenti, con "ka" e con "na". Es.: pùru ka cìno to ìkhe meletìsonta... = anche se lui lo avesse letto ...; na ìkhe meletìsonta cìo! = avesse letto/studiato lui!

La seconda persona dell'imperativo termina con "o", ma se la voce è bisillaba di regola esce in "e"; non di rado coesiste anche una forma in "a" con la radice del presente, es.: àmposo - àmpa - 'mpòse.

Nei verbi "eo", di origine italiana e a volte anche grichi, prevale un imperativo in "a" ed un participio in "a(t)o". Es.:
fermèo: imperativo: ferma; participio: fermào;
latrèo: imperativo: latra; participio: latrào.

L'infinito è usato soltanto con il verbo sozo (potere), rarissimamente con il verbo telo. Es.: sozo pai, ìsoza mini, sòzonta fai = posso andare, potevo aspettare, potendo mangiare. È usato anche come sostantivo, es.: to fai guaddhi o guai = il mangiare toglie i guai.
Negli altri casi si ricorre al congiuntivo, es.: devo mangiare, vogliamo bere = enghizi oppure enna fao, telome na pìome; per andare a Lecce = na pao oppure na pame es Luppiu.
Per l'infinito usato come esortazione o comando si usa l'imperativo, es.: camminare, andare via! = pretìsete, apate apode!

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