Le favole di Esopo

* O àntropo ce o cìgno


L'uomo ricco
il cigno
e l'oca








La favola ci dà a dinotare, che la Virtù all’uomo giova anco ne’ pericoli di morte.
Enan àntropo plùssio nàstenne ena cigno ce mian oca. To cigno to nàstinne jatì etravudi òrio ce tin oca tin nàstinne na ti fai. Mia forà, tèlonta na fsafsi in oca, epirte i nitta na ti piachi.

Un uomo ricco allevava un cigno e un’oca. Il cigno lo teneva per il bel canto, l’oca per mangiarla. Una notte, volendo ammazzare l’oca, andò a prenderla nel buio.

Ìone scotinò ce, invece na piàchi tin oca, èbbiche to’ cigno. Motti ìstenne n’on efsafsi o cigno cantàlise ce o contadino ton ennòrise ce e’ ton èfsafse.Ce ìone iu ca, m’o òrio cantalisi, esarvetti.Ma, invece di afferrare l’oca, prese il cigno. Quando stava per essere ucciso, il cigno cantò e il contadino lo riconobbe e lo risparmiò. Fu così che, grazie al suo bel canto, il cigno si salvò.