Le favole di Esopo

* E gàdari ce o Giòve


Gli asini
e Giove








La favola significa, che la sorte data dalli Fati, non si può mutare.
E gàdari arìsane tus mandataru na tu ghiurèfsune u Giove na tos fsefortosi attes fatìe tes dichè-tto iu varèe. O Giove, tèlonta na tos difsi pu utto prama en ìsoze ghettì, tos ipe ca tus ikhe fsefortòsonta motti, caturìsonta oli nomeni,

Gli asini mandarono degli ambasciatori a chiedere a Giove di alleggerirli dalle loro fatiche così pesanti. Giove, volendo mostrare loro che ciò non si poteva fare, disse che li avrebbe alleggeriti solo quando, pisciando tutti insieme,

ìkhane canta ena' fiumo. Cini, pistèonta ca o Giove emili j’alìssia, apu citto cerò ros àrtena, passo forà pu ena' gàdaro vrischi ena' topo pu ei caturimmèna enan addho gàdaro, emeni na caturìsi puri cino.avessero creato un fiume. Quelli, pensando che Giove parlasse sul serio, da quel momento fino ad oggi, ogni volta che un asino trova un luogo dove un altro asino ha pisciato, si ferma a pisciare anch’esso.