Le favole di Esopo
Lettura di Ada Mancarella

* O forèse ce to afìdi


Il contadino
e la serpe








La favola significa, che spesse volte quelli, che cerchi di giovare, ti nuocono.
Ena forese, vrìconta una afidi ìmiso pesammeno mes sto khiòni, to siànose ce to pire ambrò sti’ lumera. To afidi cundu enoìsti càddhio, m’o tòssico nvelènefse olo to spiti.

Un campagnolo, avendo trovato una serpe mezza morta tra la neve, la raccolse e la portò vicino al fuoco. La serpe, appena si sentì meglio, col veleno avvelenò tutta la casa.

Donta tuo, o forese èdrame, èbbiche ena raddì ce to copànise calà calà lèonta: “Tuo esù mu ghiurìzi? Eteli na fìi ti zoì cinù pu s’òcame na min ti khasi?”Vedendo ciò, il contadino corse, prese un bastone e la bastonò per bene, dicendo: “Questo è ciò che mi restituisci? Vuoi togliere la vita a colui che non te l’ha fatta perdere?”.