Le favole di Esopo

* E alavì pu forìatto ton ànemo


Le lepri che avevano
paura del vento








Moralità. In ogni caso bisogna l’animo, la virtù giace senza confidenza, e la confidenza è duce, e regina d’ogni virtù.
O ànemo efisa dinatò ec’es sto daso, e alavì forimmèni ncigàsane na dràmune. Fèonta estàsane es mia' padula ce en èfserane an ìane khiru o ànemo o to nerò.

Il vento soffiava forte nel bosco, e le lepri, spaventate, cominciarono a correre. Correndo, arrivarono vicino a una palude e non capivano se fosse più pericoloso il vento o l’acqua.

Enan alavò ma pleo nòisi, donta ca campossi erìftatto sto nerò, ipe: “Jatì enna foristume senza na fsèrome jatì? Emì ìmesta calì na fìome, ma en èkhome noisìa. O ànemo to sòzome puru misisi, ma e’ mas sozi feri àdeco".Una lepre più saggia, vedendo alcune che si gettavano nell’acqua, disse: “Perché dobbiamo spaventarci senza conoscere il motivo? Noi siamo brave a correre, ma non abbiamo intelletto. Il vento possiamo anche odiarlo, ma non ci può arrecare danno”.