Le favole di Esopo
Lettura di Antonio Costa

* O contadino ce o àrgulo


Il cittadino
e l'albero








Riprende coloro, che si pensano di correggere i già invecchiati in una usanza. Il che doveano fare, quando quelli erano giovani, che più facilmente avrebbero loro obbediti,
Ena contadino ikhe enan àrgulo pu ècanne òrria mìla ce camposse forè ta èferne anù antròpu tu khorìu. Tunù, ja posso ìane glicèa, tu piacèane poddhì ce rodìse to' contadino a’ t’ùsoze fitefsi citton àrgulo ampì sto' cìpo-ttu.

Un contadino aveva un albero che faceva delle belle mele e molte volte le portava a un uomo del paese. A quest’ultimo, per quanto fossero dolci, piacevano molto e chiese al contadino se potesse trapiantare quell’albero nel suo giardino.

O contadino zìppase tutton èrgulo ce to fìtefse matapale, ma o àrgulo fsèrose presta presta. Allora o àntropo atto khorìo ipe: “E’ sozi fitefsi an àrgulo iu mea. Ikhe stasònta càddhio nan min ikha stasònta tosso angordo".Il contadino sradicò l’albero e lo ripiantò, ma l’albero appassì velocemente. Allora l’uomo del paese disse: “Non si può trapiantare un albero così grande. Sarebbe stato meglio se non fossi stato così ingordo”.