Le favole di Esopo

* O mèrmico ce to peristèri


La formica
e la colomba








Dovemo aver sempre grazie a chi ci fa del bene, e non è persona così vile, che non possa giovare all’occasione.
O mèrmico, èkhonta difsa, irte sto pilàcci na pìi, ma, ja malasorta, èpese sto nerò. To peristeri, pu ìstiche apà ston àrgulo, tu mbèjase ena vìnchio

La formica, avendo sete, andò allo stagno per bere, ma, per sfortuna, cadde nell’acqua. La colomba, che era su un albero, le gettò un ramo

ce o mèrmico ndevonta cipanu esarvetti. Tèlonta, depoi, ena uccelaturi na piàchi to peristèri, to mèrmico tu dàccase to poda ce iu to peristeri esarvetti.e la formica si salvò. Poi, vedendo un uccellatore che voleva catturare la colomba, la formica gli morse un piede e così la colomba si salvò.