Le favole di Esopo
Lettura di Ada mancarella

* E dio gàddhi


I due galli










Moralità. Nelle prosperità l’uomo non si deve molto rallegrare, acciocchè non cade in qualche ruina.
Dio gàddhi ezàfatto ja tis ìan n’ane o patruna tos ornisò tu cipu. Ena fse ciu èkhase, ce pirte na crivistì.

Due galli si combattevano tra loro, perché volevano essere padroni delle galline del giardino. Uno dei due, sconfitto, si nascose.

O addho, pu ìkhe sìronta, endèviche apa sti làmma tu nimicu dicù-tu: efònazze ce ècanne fuddha. Ma mian àcula, petonta, ide citto caddho apa sti làmmia: ton èbbiche ce to pire apode.

L’altro, che aveva vinto, salì sul tetto del suo nemico e gridava con orgoglio. Ma un’aquila, che lo vide sopra il tetto, lo prese e lo portò via.

Allora o gaddho pu ikhe khàsonta ekheretti, ce èmine manekhò cino patruna afs’ole tes òrnise apu citta meri.Allora il gallo che aveva perso prima si rallegrò, e fu lui solo a godersi tutte le galline di quella contrada.