Le favole di Esopo

* O sparvièro ce o contadìno


Lo sparviero
e i contadino










Questa favola significa, che meritevolmente si devono castigar quelli, che cercano far dispiacere a persone delle quali non hanno offesa alcuna.
Ena agheràci èdrame ena peristeri poddhì fèonta. Ma petonta iu dinatò, pirte n’antisi apà sto spiti anù contadino, ce ecì èmine ndemmèno.

Uno sparviero inseguiva un colombo con grande velocità. Ma volando così forte, andò a sbattere contro la casa di un contadino, e lì rimase impigliato.

O contadino t’òbbiche , ce to agheraci tu ghiùre fsikhòri, lèonta: “Se pracalò, mi mu cai cacò, evò e’ s’ume ghenomena tìpoti”. Ma to contadino apàntise: “Puru to peristèri e’ s’ùkhe canta tìpoti, ce to stesso ìtele n’o fsafsi. Ja tuo e’ se fsekhorò”. Il contadino lo prese, e lo sparviero gli chiese perdono, dicendo: “Ti prego, non farmi del male, io non ti ho fatto niente.” Ma il contadino rispose: “Nemmeno il colombo ti aveva fatto nulla, eppure volevi ucciderlo. Quindi, non ti perdono.”