Le favole di Esopo

* O lìco vecchirùddhi


Il lupo diventato
vecchio










La favola dinota, che le ricchezze son quelle, che acquistano gli amici, anzi nimici, vestiti con panni dell’amicizia, i quali tanto durano, quanto utile sentono da te pervenirli.
Ena lico, ghettonta vecchio, e’ tin ècanne pleo na vrichi na fai, ce tispo tu èddie tìpoti. Anzi oli ton eguàddhane apombrò. Mian emera, pratonta ec’es ena daso, ìvriche ena vudi fsofimmeno, fsammeno attus licu, ce, pinammeno, presta embelisti apànu-tu.

Un lupo, ormai vecchio, non riusciva più a trovare da mangiare, e nessuno gli dava cibo. Anzi, tutti lo scacciavano. Un giorno, camminando in una selva, trovò un bue morto ucciso dai lupi, e, affamato, subito si buttò su di lui.

Cùonta ti mirodìa, estàsane e addhi lichi, ce ìpane: “ìmesta fili dichì-ssu, ìrtamo na se fidìsome na fai”. O lico, o vecchiaruddhi, apàntise: “Arte ca ekhi to fai, ìsesta oli fili dichì-mmu. Ma prima me guàddhato panta, ce en ìpato mai ca ìmona attus dicù-ssa ce mancu filo dicò-ssa”.Sentendo l’odore, arrivarono anche gli altri lupi, e dissero: “Siamo tuoi compagni, siamo venuti ad aiutarti a mangiare.” Il vecchio lupo rispose: “Adesso che c’è da mangiare, siete tutti miei amici. Ma prima mi avete scacciato, e non mi avete mai chiamato né parente, né compagno.”