Le favole di Esopo

* O pondicò c'e t'agheràci


Il sorcio e il nibbio










Il Sorcio vide il Nibbio preso in un laccio, e glie ne venne misericordia, e rodendo li spaghi del laccio, diede luogo al Nibbio, che volasse. Egli essendo libero, ed avendo fame, scordato del beneficio avuto, subito prese il Sorcio, e lo mangiò.
Ena pondicò ìde ena agheràci ndemmeno es ena lazo ce lipìsti poddhì. Allora rukhànise ta nnèmata atto lazo ce èlise to agheraci.

Un sorcio vide un nibbio incappato in un laccio e se ne dolse molto. Allora rosicchiò i fili del laccio e liberò il nibbio.

Tuo ghiùrise na petasi ce, èkhonta pina ce allimonìsonta ti’ khari pu t’ukhe canta, presta èbbiche to pondicò ce ton efe. Questo tornò a volare e, avendo fame e dimenticato il favore che gli era stato fatto, subito prese il sorcio e lo mangiò.