Le favole di Esopo

* O podestà clettàri


Il podestà disonesto










Questa favola è contra coloro, che si usurpano le robe d’altri.
O podestà fse mia khora, sto cerò pu polema, èclefse poddhì. Motti espìccefse na cami o podestà irte o controllo ce eguìche ca ikhe na ghiurìsi ampì olo cio pu ikhe clèfsonta.

Il governatore di una provincia, durante il suo incarico, aveva rubato molto. Quando finì il suo tempo di comando, e arrivò il momento del controllo, doveva restituire tutto il maltolto.

Allòra ena, pèzonta, ipe: Tuso podestà dicò-ma ècame cundu e ghineche: Motti ìkhe na concepisi to clèmma, t’òcanne ma mali kharà, arte ca enn'o ghennisi, to canni ma mea pono”. Allora qualcuno disse, con ironia: “Questo nostro governatore ha fatto come le donne: con allegria ha concepito il furto, e con dolore ora lo deve partorire!”