Le favole di Esopo

* O plùssio, o ftokhò c’e tikhi


Il ricco, il povero e la fortuna










La favola significa, che la Fortuna è sempre amica d’un felice, ed ancora, che egli non le voglia, gli dà ricchezze, ed altri beni; ed è sempre nemica al povero.
Ena plùssio ipe anù ftokhù: “Amo ce mìliso sti’ tìkhi ja mea. Pes-ti ca evò e’ telo pleo plentere, ca ekho già tosse. Su dio acatò scudi ja tuttin khari”.

Un ricco disse a un povero: “Vai a parlare alla Fortuna da parte mia, e dille che non voglio più ricchezze, che ne ho abbastanza. Ti darò cento scudi per questo favore".

O fokhò ipe: “Ene poddhì ja ena viàggio iu condò”. Allora o plùssio tu khàrise annovinta, poi quattruvinti, ce culùsise na catevì ros en èstase na tu kharisi manekhà deca scudi. O ftekhò èbbiche citta deca scudi ce pirte na vrichi ti’ tìkhi.

Il povero rispose: “È troppo per un viaggio così corto". Allora il ricco gli offrì novanta, poi ottanta, e continuò a scendere, fino a offrirgli solo dieci scudi. Il povero accettò quei dieci e andò a cercare la Fortuna.

Motti tin ìvriche tis ipe: “O plùssio e’ teli pleo sordu, elei ca vastà poddhù. A’ sozi, da-mmu canea prama ‘s emena, pu ime ftokhò”. E tikhi apàntise: “Evò telo na doco u plùssiu to diplò, anzi to triplò. Ma es esena e’ su dìo tìpoti. Anzì mancu citta deca scudi ikhe n’akhi. Manekhò jatì evò ste ce eplàonna motti su ta dòtiche, t’àbbiche”. Quando la trovò, le disse: “Il ricco non vuole più denaro, dice che ne ha troppo. Se puoi, dà qualcosa a me, che sono povero". La Fortuna rispose: “Io voglio dare al ricco il doppio, anzi il triplo. Ma a te non darò niente. Anzi, nemmeno quei dieci scudi dovevi avere. Solo perché dormivo quando te li ha dati, li hai potuti prendere".