Le favole di Esopo

* E àcula ce o cùcco


L’aquila e il gufo










La favola dinota, che a tutti i lor figliuoli pajono belli, benchè siano bruttissimi.
E àcula efonàse ola ta puddhìa, ce ìpe: "Tèlo na ghiaddhèfso campossa attà òria pedìa-sa na mu càmune ja criàtu!". Ola ta puddhìa dìfsane ta pedìa-to. Mes tua ikhe puru cina tu cuccu.

L'aquila chiamò tutti gli uccelli e disse: «Voglio scegliere alcuni dei vostri bei figli mi facciano da domestici!» Tutti gli uccelli mostrarono i loro figli. Tra loro c'erano quelli del gufo.

O cucco èle ca ta pedìa-tu ìsane ta plèo òria piri ta àdda. E àcula eròtise: "Tìnos ammiàzune?". Ce cinò apantìse: "Es emena!". Allora ola ta àdda puddhìa ghelàsane antama m’in àcula. Il gufo diceva che i suoi figli erano i più belli tra gli altri. L'aquila chiese: «A chi somigliano?» E lui rispose: «A me!» Allora tutti gli altri uccelli risero di lui insieme all'aquila."