Le favole di Esopo

* O àntropo ce to melìssi


L’uomo e l’ape










La favola dimostra, che quanto uno, e più beneficato, meno può tolerare la ingiuria.
Ena contadino irte pizzimeno afs'ena melissi ce, ma meravìja, ipe: “Pos ene ca afs’ena animaluddhi iu checci sozi egui ena meli tosso glicèo ce, sto stesso cerò, mia pizzimà iu prichi?”.

Un villano fu punto da un’Ape e, con meraviglia, disse: «Com’è possibile che da un animaletto così piccolo possa uscire un miele tanto dolce e, allo stesso tempo, una puntura così amara?»

To melissi apàntise: “plèo ime glicèo, plèo sozo pizzisi pricà … motti telo.” L’Ape rispose: «Più sono dolce, più posso pungere amaro… quando lo voglio.»