Le favole di Esopo

* O pappo adìnato


Il nonno invalido










Questa favola ammonisce tutti i figliuoli a portar riverenza al Padre, e Madre, perchè egli è impossibile, che quello, che il Figliuolo ai parenti fa non se gli ricompensi dai suoi proprj figliuoli, o bene, o male, che sia.
Ena pedì ikhe guàlonta ap’ossu to ciùri-ttu. O ciùri, en èkhonta plèo ena topo na stasì, t’ònghise na sianosì ecessu ena spitali. Mian emera pu o pedì ediàvenne apu cisimà, o ciùri to fònase ce t’upe: “Ja kari, pedì-mmu, arisò-mmu dio plaùnu fse ciu pu ècama ma tossi fatìa sti’ zoì-mmu”.

Un figlio aveva cacciato di casa il proprio padre. Il padre, non avendo più un posto dove stare, fu costretto a rifugiarsi all’ospedale. Un giorno, mentre il figlio passava di lì, il padre lo chiamò e gli disse: «Per favore, figlio mio, mandami un paio di lenzuola, di quelle che ho guadagna

To pedì nghimmeno atti compassiùna, ipe u pedìu-tu na tu tus pari. Ma to pedì tu pire però ena manekhò. Motti o ciuri èmase ca tu ikhe dòconta ena manekhò, ton ròdise: “Jatì e’ pire puru t’addho?” Ce to pedì apàntise: “Telo n’o ghiro ja sena, ciuri, ja motti eghènese adìnato ce s’enghizi puru esena na pai sto spitali, pròbbio cundu èndese o ciùris-su”.to con tanta fatica nella mia vita.» Il figlio, toccato dalla compassione, incaricò il proprio figlio di portargliele. Il ragazzo, però, ne consegnò solo una. Quando il padre seppe che ne era stata consegnata una sola, lo interrogò: «Perché non hai portato anche l’altra?» E il bambino rispose: «Voglio conservarla per te, per quando diventerai invalido e dovrai andare anche tu nell’ospizio, proprio come è capitato a tuo padre.»