Petti

20 Jennar├Ču

2022
Indicazioni per la coniugazione dei verbi:
Vedere note in calce.
Inserire il verbo
Attiva:
Passiva:
Media:
Verbo:
Modo Indicativo

Presente

ev˛annorýzoioriconosco
es¨annorýzi(s)
cinoannorýzi
emýannorýzome
esiannorýzete
ciniannorýzune


Aoristo (passato prossimo e remoto)

ev˛ann˛risaioriconobbi
es¨ann˛rise(s)
cinoann˛rise
emýannorýsamo
esiannorýsato
ciniannorýsane

Imperfetto

ev˛ann˛rizaioriconoscevo
es¨ann˛rize(s)
cinoann˛rize
emýannorýzamo
esiannorýzato
ciniannorýzane


Trapassato

ev˛ýkha annorýsontaio avevo riconosciuto
es¨ýkhe(s) annorýsonta
cinoýkhe annorýsontaegli ebbe riconosciuto
emýýkhamo annorýsonta
esiýkhato annorýsonta
ciniýkhane annorýsonta
Modo Congiuntivo

Presente

naannorýso ev˛cheio riconosca
naannorýsi(s) es¨
naannorýsi cino
naannorýsome emý
naannorýsete esi
naannorýsune cini


Trapassato

kaev˛ ýkha annorýsontache io avessi riconosciuto
kaes¨ ýkhe(s) annorýsonta
naýkhe annorýsonta cino
naýkhamo annorýsonta emý
naýkhato annorýsonta esi
na ýkhane annorýsonta cini

Imperfetto


naann˛riza ev˛cheio riconoscessi
naann˛rize(s) es¨
naann˛rize cino
naannorýzamo emý
naannorýzato esi
naannorýzane cini

Passato

naýme|Ŕkho annorimmŔna ev˛ che io abbia riconosciuto
naýse|Ŕkhi(s) annorimmŔna es¨
naŔ(kh)i annorimmŔna cino
naýmesta|Ŕkhome annorimmŔna emý
naýsesta|Ŕkhete annorimmŔna esi
naŔkhune annorimmŔna cini
Modo Condizionale
Imperativo

Presente

ev˛ann˛rizaioriconoscerei
es¨ann˛rize(s)
cinoann˛rize
emýannorýzamo
esiannorýzato
ciniannorýzato


Trapassato

ev˛ýkha annorýsontaio avrei riconosciuto
es¨ýkhe(s) annorýsonta
cinoýkhe annorýsontaegli avrebbe riconosciuto
emýýkhamo annorýsonta
esiýkhato annorýsonta
ciniýkhane annorýsonta

Imperativo
Presente

ann˛riso es¨ riconosci tu
asannorýsi
annorýzome
annorýsete
asannorýsune


Gerundio
Presente
annorýzontariconoscendo
passato
annorýsontaavendo riconosciuto
Participio
annorimmŔnoriconosciuto
Perfetto (passato prossimo)
ime | Ŕkho annorimmŔna ho riconosciuto
infinito
annorýsiriconoscere
Forma Passiva

ev˛ime annorimmŔnoio sono riconosciuto
ev˛ýmona annorimmŔnoioero riconosciuto
ev˛ýrta annorimmŔnoio venni riconosciuto
na ýme annorimmŔno ev˛cheio sia riconosciuto
ev˛ýme stammŔna annorimmŔnoiosono stato riconosciuto
ev˛ýkha stas˛nta annorimmŔnoioero stato riconosciuto

Nella costruzione del passivo si Ŕ usato il verbo essere (ýme), tranne che per il passato in cui Ŕ stato usato il verbo venire (Ŕrkome). Pu˛ succedere, quindi, che il participio possa interpretarsi come un attributo del soggetto. Le interpretazioni sono esatte in entrambi i casi. Es.: ev˛ ýme vaftimŔno = sono (vengo) battezzato (forma passiva); ev˛ ýme vaftimŔni = io sono battezzata (predicato nominale).
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Note:
E' possibile coniugare anche verbi non presenti nella tabella dei verbi, in questi casi la coniugazione avviene per analogia e non ci sarÓ nessuna indicazione della coniugazione in italiano.

Se il verbo ha pi¨ significati verrÓ coniugato il primo di essi presente nella tabella dei verbi.
Le voci dei verbi poco usati o non pi¨ usati di cui non Ŕ possibile riscontrare tutte le voci, vengono coniugati per analogia.

Coniugazione media:
Inserire il verbo e selezionare l'opzione "media", es.: inserendo "sian˛nno" e selezionando l'opzione "media", sarÓ coniugato sian˛nnome;
oppure inserire direttamente "sian˛nnome".
In alcuni casi Ŕ utilizzabile soltanto la seconda opzione, ovvero inserire il verbo direttamente nella "forma media".

In alcuni casi nella prima persona singolare viene indicata pi¨ di una flessione. Anche se non idicata, la flessione vale per tutte le voci verbali che si rifanno a quella costruzione, p. e.: per "dýome = mi do", l'aoristo viene costruito con la forma "d˛ft-imo", ma nella prima persona viene indicato anche "ed˛s-imo", ci˛ vuol dire che tutte le voci verbali che si rifanno a all'aoristo ammettono come radice oltre che "doft", anche "dos": edosýmo , edosi..., na dos˛, ..., dos˛nta, ecc.

Se il verbo inizia con un aumento, la "e" viene tolta, es: se si inserisce "epÓo" viene coniugato "pÓo".
Tuttavia, anche se nella tabella di norma non Ŕ indicato, si tenga presente che Ŕ abbastanza frequente l'uso dell'aumento in particolare nell'imperfetto e nell'aoristo soprattutto nelle persone del singolare, es.: ef˛nasa - (e)fonÓsamo.

Passato prossimo (perfetto):
- in alcuni paesi si costruisce col verbo avere, es: ekho pimŔna, in altri (Martano) col verbo essere, es: ime pimŔna.
- In alcuni casi vengono indicati pi¨ di un participio (es: mattemmŔno - masomŔno), in questi casi anche la flessione del primo termine Ŕ in "a", anche se riportata in "o".
Es: ime | ekho mattemmŔna - masomŔna.

Nel trapassato del congiuntivo, ma vale anche per il passato, vengono indicate due possibbili costruzioni, che non sono equivalenti, con "ka" e con "na", es: p¨ru ka cýno to ýkhe meletýsonta... = anche se (che) lui lo avesse letto ...; na ýkhe meletýsonta cýo! = avesse letto (studiato) lui!

La seconda persona dell'imperativo termina con "o", ma se la voce Ŕ bisilabe di regola esce in "e", non di rado coesiste anche una forma in "a" con la radice del presente, es: Ómposo - Ómpa - 'mp˛se

Nei verbi "eo", di origine italiana e a volte anche quelli grichi prevale un imperativo in "a" ed un participio in "a(t)o". Es:
fermŔo:
imperativo: ferma; participio: fermÓo;
latrŔo:
imperativo: latra; participio: latrÓo.

L'infinito Ŕ usato soltanto con il verbo sozo (potere) rarissimamente con il verbo telo. Es: sozo pai, ýsoza mini, s˛zonta fai = posso andare, potevo aspettare, potendo mangiare. ╚ usato anche come sostantivo, es: to fai guaddhi o guai = il magiare toglie i guai. Negli altri casi si ricorre al congiuntivo, es: devo mangiare, vogliamo bere = enghizi na (oppure enna) fao, telome na pýome; per andare a Lecce = na pao oppure na pame es Luppiu. Per l' infinito usato come esortazione o comando si usa l'imperativo, es: camminare, andare via! = pretýsete, apate apode!

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