Tridi

7 Decembrìu

2021
Indicazioni per la coniugazione dei verbi:
Vedere note in calce.
Inserire il verbo
Attiva:
Passiva:
Media:
Verbo:
Modo Indicativo

Presente

evòmattènnoioinsegno
esùmattènni(s)
cinomattènni
emìmattènnome
esimattènnete
cinimattènnune


Aoristo (passato prossimo e remoto)

evòmàttesa - èmasaioinsegnai
esùmàttese(s)
cinomàttese
emìmattèsamo
esimattèsato
cinimattèsane

Imperfetto

evòmàttennaioinsegnavo
esùmàttenne(s)
cinomàttenne
emìmattènnamo
esimattènnato
cinimattènnane


Trapassato

evòìkha mattèsontaio avevo insegnato
esùìkhe(s) mattèsonta
cinoìkhe mattèsontaegli ebbe insegnato
emììkhamo mattèsonta
esiìkhato mattèsonta
ciniìkhane mattèsonta
Modo Congiuntivo

Presente

namattèso - màso evòcheio insegni
namattèsi(s) esù
namattèsi cino
namattèsome emì
namattèsete esi
namattèsune cini


Trapassato

kaevò ìkha mattèsontache io avessi insegnato
kaesù ìkhe(s) mattèsonta
naìkhe mattèsonta cino
naìkhamo mattèsonta emì
naìkhato mattèsonta esi
na ìkhane mattèsonta cini

Imperfetto


namàttenna evòcheio insegnassi
namàttenne(s) esù
namàttenne cino
namattènnamo emì
namattènnato esi
namattènnane cini

Passato

naìme|èkho mattemmèno - masomèna evò che io abbia insegnato
naìse|èkhi(s) mattemmèno - masomèna esù
naè(kh)i mattemmèno - masomèna cino
naìmesta|èkhome mattemmèno - masomèna emì
naìsesta|èkhete mattemmèno - masomèna esi
naèkhune mattemmèno - masomèna cini
Modo Condizionale
Imperativo

Presente

evòmàttennaioinsegnerei
esùmàttenne(s)
cinomàttenne
emìmattènnamo
esimattènnato
cinimattènnato


Trapassato

evòìkha mattèsontaio avrei insegnato
esùìkhe(s) mattèsonta
cinoìkhe mattèsontaegli avrebbe insegnato
emììkhamo mattèsonta
esiìkhato mattèsonta
ciniìkhane mattèsonta

Imperativo
Presente

màtteso - màso - màse esù insegna tu
asmattèsi
mattènnome
mattèsete
asmattèsune


Gerundio
Presente
mattènnontainsegnando
passato
mattèsontaavendo insegnato
Participio
mattemmèno - masomènoinsegnato
Perfetto (passato prossimo)
ime | èkho mattemmèno - masomèna ho insegnato
infinito
mattèsi - màsiinsegnare
Forma Passiva

evòime mattemmèno - masomènoio sono insegnato
evòìmona mattemmèno - masomènoioero insegnato
evòìrta mattemmèno - masomènoio venni insegnato
na ìme mattemmèno - masomèno evòcheio sia insegnato
evòìme stammèna mattemmèno - masomènoiosono stato insegnato
evòìkha stasònta mattemmèno - masomènoioero stato insegnato

Nella costruzione del passivo si è usato il verbo essere (ìme), tranne che per il passato in cui è stato usato il verbo venire (èrkome). Può succedere, quindi, che il participio possa interpretarsi come un attributo del soggetto. Le interpretazioni sono esatte in entrambi i casi. Es.: evò ìme vaftimèno = sono (vengo) battezzato (forma passiva); evò ìme vaftimèni = io sono battezzata (predicato nominale).
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Note:
E' possibile coniugare anche verbi non presenti nella tabella dei verbi, in questi casi la coniugazione avviene per analogia e non ci sarà nessuna indicazione della coniugazione in italiano.

Se il verbo ha più significati verrà coniugato il primo di essi presente nella tabella dei verbi.
Le voci dei verbi poco usati o non più usati di cui non è possibile riscontrare tutte le voci, vengono coniugati per analogia.

Coniugazione media:
Inserire il verbo e selezionare l'opzione "media", es.: inserendo "sianònno" e selezionando l'opzione "media", sarà coniugato sianònnome;
oppure inserire direttamente "sianònnome".
In alcuni casi è utilizzabile soltanto la seconda opzione, ovvero inserire il verbo direttamente nella "forma media".

In alcuni casi nella prima persona singolare viene indicata più di una flessione. Anche se non idicata, la flessione vale per tutte le voci verbali che si rifanno a quella costruzione, p. e.: per "dìome = mi do", l'aoristo viene costruito con la forma "dòft-imo", ma nella prima persona viene indicato anche "edòs-imo", ciò vuol dire che tutte le voci verbali che si rifanno a all'aoristo ammettono come radice oltre che "doft", anche "dos": edosìmo , edosi..., na dosò, ..., dosònta, ecc.

Se il verbo inizia con un aumento, la "e" viene tolta, es: se si inserisce "epào" viene coniugato "pào".
Tuttavia, anche se nella tabella di norma non è indicato, si tenga presente che è abbastanza frequente l'uso dell'aumento in particolare nell'imperfetto e nell'aoristo soprattutto nelle persone del singolare, es.: efònasa - (e)fonàsamo.

Passato prossimo (perfetto):
- in alcuni paesi si costruisce col verbo avere, es: ekho pimèna, in altri (Martano) col verbo essere, es: ime pimèna.
- In alcuni casi vengono indicati più di un participio (es: mattemmèno - masomèno), in questi casi anche la flessione del primo termine è in "a", anche se riportata in "o".
Es: ime | ekho mattemmèna - masomèna.

Nel trapassato del congiuntivo, ma vale anche per il passato, vengono indicate due possibbili costruzioni, che non sono equivalenti, con "ka" e con "na", es: pùru ka cìno to ìkhe meletìsonta... = anche se (che) lui lo avesse letto ...; na ìkhe meletìsonta cìo! = avesse letto (studiato) lui!

La seconda persona dell'imperativo termina con "o", ma se la voce è bisilabe di regola esce in "e", non di rado coesiste anche una forma in "a" con la radice del presente, es: àmposo - àmpa - 'mpòse

Nei verbi "eo", di origine italiana e a volte anche quelli grichi prevale un imperativo in "a" ed un participio in "a(t)o". Es:
fermèo:
imperativo: ferma; participio: fermào;
latrèo:
imperativo: latra; participio: latrào.

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