Cuse ti' Fonì tu Gricu
Ascolta la voce del grico
Nina: Pos kanno na sas ermaso
M'ùpane:Mi dissero:
"mas dìs a khrono kanza ce iu torume". "ci dai un anno di temmpo e così vedremo (cosa si può fare)".
To khrono ka prài adreffò-tti, Nell'anno in corso suo fratello
prima, motti m'ùpan ìu, prima, quando mi dissero così,
en ìsele tinò, non voleva nessuno (non era fidanzato),
motti mes to khrono quando durante l'anno
ìvrike in annamurata. trovò la fidanzata.
Cio io pleo mea Quello era più grande
ce cìni tela n'armàsu e quelli (i genitori) volevano maritare
prima cìo ka ia pleon mea prima lui che era più grande
ka tui ka ia plèo keccia. che questa che era più piccola.
Ce esìramon ìu. E siamo andati avanti così.
cio ìsele in annamurata Lui voleva (aveva) la (sua) fidanzata
ce evò tui, ed io questa,
ka feo p'orkete kunteme ka enn'armastume. e che l'anno venturo si contava che ci saremmo sposati.
Ba!, motti diavìkane efse, eftà mini Quando passarono sei, sette mesi,
os ìpa evò cinò: dissi io a loro:
"nunna Sunta, nunne Pati", "signora Assunta, signor Ippazio",
- perké toa ìu fonàzatto e genitùri - - perché allora così venivano chiamati i genitori -
"eh, pos ìkhamo pònta persi", "eh, come avevamo detto l'anno scorso",
- ka mbìke àddho khròno depoi de - - che (intanto) era sopraggiunto l'altro anno poi no! -,
"pos ìkhamo ponta persi "come avevamo detto l'anno scorso,
pa to ikhe 's piacìri quando avete a piacere
na fero u dikù-mmu che io vi porti miei
na kuntèfsome motti enna mas ermasete? per parlare di quando ci dovete sposare?".
"Eh", ìpe o pettero-mmu depoi, "Eh", disse mio suocero poi,
ìpe, ìpe: disse, disse:
"ìkhamo ponta ìu", ipe, "avevamo detto così", disse,
"ma arte", ìpe, "nonpotessere "ma adesso", disse, "non può essere,
ka teli n'armastì o Ntoni perché si vuole sposare Antonio,
pos kanno na sas ermaso olu ce dio?". come faccio a maritarvi tutti e due?".
"Eh", ìpa evò, "Eh", dissi io,
"cio, cio den ermastì mai, "quello, quello non si sposa mai,
evò enna mino panta?". io devo aspettare sempre?".
Nzomma depoi taràssamo iu Insomma, poi siamo partiti così
ka ìpa evò, motti us ìpa che dissi io, quando gli dissi
na fero u diku-mmu, di portare i miei,
"fère tu motti teli, ma tosso piaciri, "portali quando vuoi, (avrò) tanto piacere,
ma nde na kane uttu diskòrsu afse rmasi". ma non per fare questi discorsi di matrimonio".
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